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    February 29

    Il titolo è una rotturaaa

    Benvenuti... BENVENUTI... benVENUTI!!!!

    ?siete pronti?... Siete pronti?....

    Bene alacciate le cinture.. Allaciatele strette se volete viaggiare...

    Se volete vedere cieli verdi fosforescenti allo xenon argenteo, se volete cullarvi su amache d'oro sopra fiumi di marmellata e vedere alberi di fango con scoiattoli folletto che vi abitano sorretti da aliane di cera, se volete vedere donne dalla pelle d'avorio e capelli di ebano con occhi giallo oro, se volete vedere la vostra anima fluttuare sopra il vostro corpo inerte....

    SE VOLETE FARE TUTTO QUESTO PRENDETE UN PO' DI L.S.D. se invece volete viaggiare nell'universo e vedere coyote spiriti guida prendete il Peyote... se volete volare c'è la mescalina.... Ma non pensate di riuscirci tramite il mio blog......ahahahahahlsd_Logo_Start

     

    Ok va bene dopo un pò di cavolate, c'avevate sperato? mi dispiace quando ci arrivo vi faccio un fischio... che noia se non mi stacco un pò volo.. vabbè ciao il flipper è andata in tilt e non ho 50 cent. per fare una nuova partita... andrò a letto...

    February 25

    Praga!!! Il sogno da sveglio....

    Allora sono tornato da Praga venerdì scorso e dopo due
    intensi giorni di dormita prolungata, giusto quelli che servono per
    riprendersi dalla gita, mi sono deciso di scrivere sul blog (finalmente qualcuno di voi penserà). Come già vi ho detto prima che la settimana scorsa sono stato in gita scolastica a Praga, indovinate chi c'era durante quella settimana a Praga? Esatto il concerto dei Cure, ancora mi viene da piangere al solo pensiero di essere stato a meno di 20 metri da loro. Comunque sia questo post è volto, dopo un pò di divagazione, a raccontarvi del concerto . Tutto inizia Mercoledì 20 quando arriva il mio compagno di banco, che guardacaso era nella camera di albergo con me e mi dice che suonano i Cure in città. Gli chiedo chi glielo aveva detto e lui mi accenna a delle voci di corridoio promulgate da un'altro compagno di classe. Faccio di tutto per rintracciare la fonte di informazione che era scomparsa in quel momento e vengo a sapere che è dentro un PUb vicino l'albergo, mi fiondo nel pub e all'entrata vedo un piccolo riquadro sulla bacheca dove vedo la scritta "The Cure Live in Praha 4th World Tour" e, non so se dovuta all'emozione o al fatto che non toccavo nulla di diverso da birra dalla domenica sera, sto per svenire. Non riuscivo a crederci e qualche buon'anima mi ha anche trattenuto dal fiondarmi in piazza Vencslao per acquistare il biglietto. Il giorno dopo ci si organizza e ci si presenta davanti al rivenditore dei biglietti per acquistarli, scoprendo che erano finiti, però la ragazza (abbastanza carina), in un inglese scolastico accenna al fatto che si possono trovare anche all'arena dove suonano. Noi pensiamo a dei bagarini, infatti arriviamo la e li vediamo già in schiera che si fiondano su di noi per venderci i biglietti. Quando stavamo per pagarne uno, anche se con molte incertezze in quanto li a Praga, di sole ne avevamo già prese; vedo in lontananza un box dove li vendevano. Abbandoniamo un pò scortesemente il bagarino e ci fiondiamo al box dove riusciamo a trovare per 700 corone l'uno, dei
    biglietti di platea proprio vicino al palco, con dei posti a sedere. Ci si accontenta di tutto no? Infatti l'unica cosa che invidiavo durante il concerto erano quelli che stavano davanti al palco, per fortuna davanti a
    me c'era una bella ragazza del luogo che mi faceva ricordare che i posti a sedere non erano una così brutta cosa. Comunque il concerto inizia alle sette e mezza con un gruppo di apertura, dove con una visuale un pò miope
    (dovuta all'intensa nube di fumo che già si stava levando dalle prime file), riconosco il bassista dei Cure. Appena finito di suonare il gruppo di apertura, sale sul palco lui, Dio alias Robert Smith.
    L'arena, dove ci saranno state 15000 persone, esplode in un boato maestoso. Lui saluta ed
    incominciano a suonare; sono le otto e il concerto inizia, effetti
    speciali su tre tendoni alle loro spalle, degni del loro stile unico e
    inimitabile. Sonorità moderne e del loro inizio, che hanno insegnato la
    musica alle generazioni future e che non hanno nulla da invidiare a
    quelle precedenti. La perfezione, non mi vergogno di dirlo, quando ho
    sentito l'accordo iniziale di lullaby, mi è scesa una lacrima dagli occhi
    e ho pensato fra di me " scuseme Robert but boys sometimes cry", forse le
    lacrime erano agevolate dalla densa nube di vari fumi provenienti dalla
    folla, ma non mi sono trattenuto (tanto che la matita che avevo messo,
    come tutti qui cinque che assieme a me erano venuti a vedere il
    concerto,incomincia a colare giù). Quando suonano Just like Heven, sto
    per svenire, quando si mettono a fare love song e inbeetween a day tento
    di intrufolarmi tra la folla in prima fila, senza successo. Quando fanno
    never enought, lasciamo perdere. Poi dopo tre ore sento l'inizio di A
    forest, il suo basso inconfondibile, e la folla che era stremata dal
    cantare tutte le canzoni si rianima di nuovo, cominciano a battere le
    mani a tempo sul finale con il basso, il bassista si eccita e vanno
    avanti per dieci minuti buoni. Alla fine il bassista colto da un momento
    di apoteosi punk spacca il basso sul palco e esce fra gli applausi e lo
    stupore generale. Dopo un attimo di pausa, rientrano per il gran finale,
    Boys Don't Cry; basta dire Standig ovation per i cure. E dopo Tre ore e
    mezza di concerto, fine. Si riprende ancora increduli la metro per
    Florenc e poi per Invalidovna, si beve dalla bottiglia di uno sconosciuto
    spagnolo un sorso di cola e vino rosso e si ritorna all'albergo ancora
    sulle nuvole. Prima di andare in camera si fa tappa al pub per l'ultima
    birra e poi diritti a letto, sfiniti dal più bel concerto mai visto.
    February 12

    Pensieri mattutini


    Che ridere, ma che mi è preso? Però mi sembrava decente quando lo pensavo.
    Sono come l'artista che odia i suoi quadri quando li vede finiti, ma
    io non sono un artista, non so cosa sono, o lo so e non lo ammetto.
    Penso penso cose giuste, che a contatto con il mondo si inquinano e
    diventano sbagliate. Stamattina in classe mi sono messo a pensare, cosa
    rara perchè di solito dormo, vedevo la mia prof e pensavo che non era
    altro che materia, un ammasso innumerevole di particelle elementari,
    le stesse del banco... Pensavo "ma che differenza c'è tra lei dal banco?"
    solo il suo stato d'aggregazione, quindi se si aggregavano diversamente
    avrei avuto il mio banco come mia prof e la mia prof come banco ahahah..
    Poi sono andato avanti e pensavo "che altro è quell'essere che parla
    su cose già dette?" e vedevo l'energia che la materia che la componeva
    immagazzinava, e avrei voluto vederla libera da vincoli strani e libera..
    così almeno non l'avrei ascoltata, non avrei ascoltato i suoi lamenti
    assurdi... Poi mi sono chiesto, ma se siamo tutto questo, per quale
    motivo vivere, perkè incazzarsi su cose inutili, difronte a questo, mi
    sembrava tutto veramente inutile, tutte le vostre preoccupazioni,
    tutti i vostri problemi e dentro di me ridevo della vostra idiozia.
    Forse sono pazzo... Forse no, ma di sicuro sono strano a fare questi
    pensieri la mattina a scuola durante le ore di lezione. Poi per
    fortuna una mega litigata mi ha riportato nella realtà e me ne sono
    fregato altamente di tutto... Però che c'è?
    February 09

    Solo un numero

    Solo un numero, nella vita capita di sentirsi come solo una serie continua di numeri che si ripetono all' infinito; catalogati e imballati, con su il nostro codice a barre. D'altronde tutto è esprimibile con una serie lunghissima di 1 e di 0, noi stessi siamo solo un numero.
    Siamo un numero la mattina quando ci alziamo, siamo un numero quando andiamo a fare spesa, siamo un numero nel cartellino da timbrare al lavoro, siamo un numero nel registro a scuola, siamo numeri e basta.
    Noi siamo una serie delimitata da finiti numeri che ci identificano, come carne da macello. Siamo li pronti a farci catalogare con la scusa di semplificare le cose. Siamo li e basta, alla fine non ce ne frega nulla no?
    Che ci importa se siamo identificati come numeri, non cambia nulla, anzi è più facile alla burocrazia fare il suo percorso. Tanto che ci siamo distinguiamoci in categorie in base ai gusti che abbiamo, alla nostra religione, al partito politico a cui apparteniamo. Poi rinchiudiamoci in quartieri, protetti dal mondo esterno, dove è più facile amministrare la giustizia; visto che siamo in pochi non ci saranno nemmeno crimini. Quanto manca per il campo di concentramento? Lo so che moltoprobabilmente sapevate che sarei arrivato fin qui, e immagino che sappiate quello che intendo dire, viviamo già in campi di concentramento. Non hanno barriere con filo spinato, non sono protetti da guardie che vediamo, non ci sono le camere a gas, ma queste cose non sono essenziali.
    L'essenziale è che hanno agnentato il nostro essere facendoci diventare sterili numeri; lo hanno agnentato distinguendoci in categorie in base alla moda, ai gusti e a cio che ci hanno fatto piacere. Hanno agnentato il nostro essere solo per controllarci e sfruttarci e renderci schiavi e oramai è troppo tardi, troppo tardi per cambiare. L'unica scelta che si può fare è quella di marcire e mandare in fumo le nostre vite senza produrre nulla di utile al sistema. Lo scontro diretto è impossibile e quelli che lo propugnano non hanno capito un cazzo. L'unico modo per cambiare qualcosa è non fare assolutamente nulla. Amenochè non l'abbiano già previsto.
    February 02

    ode alla distruzione

    Timbri di locali che odio,
    marchi indissolubili;
    fumo saturo nei polmoni
    e alcool che pulsa
    nelle vene.
    Vivere al limite,
    quando si conosce il senso
    di tutto; Cemento,
    e manti di stelle cadenti,
    in una notte senza luna nel cielo,
    quando si è perso anche quello,
    dietro a sogni di curve infinite.
    Titoli che rovinano il finale,
    quando il tempo non va saputo
    vivendo alla cieca.
    Accelerazione costante
    verso il BOOM finale,
    con l'anima sfaciata
    dal sogno dell'eternità,
    nell'immensità del nulla.
    MARCIRE, BRUCIARE
    e spegnersi in ceneri
    e lappilli splendenti,
    nel vanto di mille stelle cadenti.
    FINE.
    -
    -
    -
    (ODE SCRITTA AL RITORNO STASERE, PENSATE CHE SERATINAAAAAAA).